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"In questo secondo volume dell’Almanacco Pucciniano ho voluto innanzitutto ricordare i cantanti nativi del territorio pisano e i cosiddetti “pisani di adozione”, ripercorrendo le loro esperienze artistiche legate alle opere di Puccini. A questo si affianca il pensiero degli artisti pisani contemporanei che, con generosità, hanno condiviso riflessioni e ricordi del loro percorso interpretativo. Segue lo studio delle prime esecuzioni delle opere pucciniane a Pisa, con particolare attenzione alla cronologia critica delle rappresentazioni e alle varie edizioni che si sono succedute nel tempo. Un capitolo è dedicato agli aneddoti e alle curiosità che legano Puccini al territorio pisano, testimonianze vive di un rapporto profondo e affettuoso con la città e la sua gente. Non mancano le pagine dedicate alle bande musicali che portano il nome di Puccini sul territorio, custodi di una tradizione popolare che continua a mantenere viva la sua memoria. Ampio spazio è riservato al vernacolo pisano, con una selezione di poesie e prose ispirate alle opere pucciniane o direttamente ad esse collegate, frutto della creatività di autori illuminati della nostra lingua locale. Terminano il volume due appendici: la prima dedicata alle edizioni pisane di Turandot, la seconda allo speciale rapporto intercorso tra Puccini e Toscanini in riferimento a Manon Lescaut, opera che vide la loro prima collaborazione a Pisa e l’ultima nel 1922 alla Scala”. (dalla prefazione dell’Autore)
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Ci sono mille modi per raccontare la vita e le opere di una figura significativa per una comunità com’è stato don Alberto Zanini: l’Autore, ha scelto la via di una narrazione all’interno della quale la realtà si unisce ad una “realtà parallela”, quella del suo cammino personale verso la scoperta di se stesso attraverso la conoscenza delle parole e delle opere di Zanini. “Un vecchio scrittore viene invitato da un’amica ad un viaggio spirituale alla ricerca di un giovane sacerdote morto drammaticamente a 36 anni. Pensando che nulla avvenga per caso e che la vita sia mossa da un piano provvidenziale che, se seguito, conduce alla piena realizzazione di sé ed alla felicità, lo scrittore, incuriosito, si mette alla ricerca di questo sacerdote, convinto che le anime grandi rimangano vicine ai viventi anche dopo la morte. Si reca dunque nei posti dove ha vissuto e raccoglie le testimonianze di chi lo ha conosciuto. L’esperienza gli cambia profondamente la vita e, tramite un angelo che gli appare più volte, come per guidarlo, arriva ad incontrarlo. Ogni testimonianza è spunto di approfondimento esistenziale, ogni incontro uno stimolo per andare oltre, considerando la realtà come costante epifania del divino e benefico richiamo alla felicità. Per lo scrittore tutto è segno, rimando ad un più in là che deve rivelarsi: è nella ricerca che sta la piena realizzazione di sé”
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Giovannino Guareschi è un autore che ha fatto un uso straordinario della scrittura: non si è limitato a divertire, e spesso anche a commuovere, ma le sue parole risultano spesso un vero balsamo per l’anima. Questo libro è stato scritto da un appassionato cultore di Guareschi che è anche un medico. E’ dunque un viaggio nel Mondo Piccolo dello scrittore italiano più letto al mondo - ma snobbato dalla critica ufficiale- per trarre tutto il buono di Guareschi, utilizzandolo per curare lo spirito ma anche il corpo. Guareschi ha dedicato diversi racconti al curare, ai medici, alla malattia, alla morte, e anche a temi bioetici come l’eutanasia e l’eugenetica. L’autore, a cercando tra racconti anche dimenticati e tra le vecchie pagine del Candido, il settimanale diretto per lunghi anni da Giovannino, ha trovato un confronto e un conforto con le parole di Guareschi, e ne ha tratto la conclusione che sono davvero Parole che curano. In un tempo in cui assistiamo ad un cambio di paradigma della Medicina, scopriamo come prendersi cura del prossimo. Don Camillo usa la speranza come farmaco. Davanti alla malattia, anche gravissima, non è mai rinunciatario e rassegnato. Lotta con tutte le sue forze, pur sapendo che alla fine la volontà di Dio è sempre da accettare. Ma la volontà di Dio, non quella dell’uomo. Giovannino Guareschi rimane una straordinaria risorsa a disposizione di chi voglia aiutare il prossimo. Uno scrittore che continua ad essere un esempio di uomo libero, di saggezza, di sensibilità, di umanità. Le parole di Guareschi sono parole che curano, e l’augurio è che possano essere sempre più conosciute e utilizzate.
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Il romanzo narra due storie parallele: quella di Giorgia e Leone con la figlioletta appena nata, e quella dell’anziana Rosa – nonna di Giorgia – costretta sulla sedia a rotelle. Dopo il parto, Giorgia cade in depressione e si rifiuta al marito, che non accetta questa forzata astinenza divenendo sempre più aggressivo e passando dagli insulti alle percosse fino alla violenza sessuale. Giorgia va via di casa rifugiandosi nella casa di Andrea, cugino dell’amica, col quale nasce un amore. Rosa, che vive in casa con una badante ucraina che detesta, passa il tempo spiando le vite degli altri: il senso di solitudine, la rabbia per la sua vita da reclusa, la delusione per la scarsa attenzione del figlio nei suoi confronti, l’hanno resa dura e intollerante. Nel corso delle sue osservazioni, Rosa si accorge che nell’appartamento dirimpetto al suo, di proprietà di un avvocato che conosceva e che si è trasferito da tempo, sono cominciati dei lavori di restauro. Con quell’avvocato, Giorgia ha avuto una relazione segreta proprio quando era rimasta incinta anche se aveva attribuito il figlio al marito. Intanto Leone non accetta di perdere la moglie: la pedina, la costringe a subirlo, aggredisce il suo amico. I fili delle vicende si riannodano, svelando un finale inatteso e drammatico.
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Tra storia e sogni - Guareschi il monarchico «Perché sono monarchico? Per ragioni storiche, per ragioni sentimentali, per ragioni pratiche. Per me, un Presidente di Repubblica è sempre una persona espressa da un partito e non riuscirò mai a considerarlo al di sopra delle parti...Non potrò mai ascoltare la sua voce come quella della Patria». Giovannino Guareschi, dopo quella cattolica, era di fede monarchica. Nelle sue opere, infatti, esalta spesso la figura del Re come necessario punto di riferimento per tutti gli italiani, indispensabile per superare le rivalità e le divisioni seguite alla guerra civile nel passaggio alla democrazia. Colpisce la devozione alla causa realista dello scrittore padano, ereditata dalla madre e rivelata, in particolare, in un momento cruciale, tragico per la sua vita (l’internamento in un lager tedesco) e che Giovannino avrebbe mantenuto sempre salda e fino alla morte. Nei suoi numerosi racconti ambientati nella Bassa padana, lungo il fiume Po, Guareschi descrive le semplici storie di vita quotidiana nell’Italia del Secondo dopoguerra: piccoli affreschi di un’Italia che non c’è più, ricca di valori e legata fortemente alle proprie tradizioni anche e, soprattutto, a quelle incarnate dalla Dinastia sabauda che l’aveva resa unita e indipendente. Famiglia, comunità, legami civili e legami religiosi: questi i baluardi contro il modernismo, religioso o civile che fosse. Questa antologia, curata da Franco Ceccarelli e Emiliano Procucci, intende riproporre in modo organico e integrale i suoi scritti così come ci sono pervenuti perché ognuno possa leggerli, e interpretarli, come gli detta il cuore. Nessuna nostalgia, nessun secondo fine, solo il desiderio di aggiungere anche questo tassello ad una figura eccellente com’è quella di Giovannino Guareschi, ingiustamente messo ai margini della grande letteratura italiana, denigrato dalla critica ma amato immensamente dai lettori di tutte le latitudini del mondo.
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I Morelli “Il senso del ripercorrere la storia della famiglia Morelli degli ultimi 120 anni non sta solo nel ricostruire il canovaccio di una saga familiare, peraltro interessante. Significa soprattutto considerare le vicende di un tessuto sociale ed economico di un piccolo territorio che, attraverso essa, ha visto il proprio nome varcare i confini della provincia, della regione, della nazione. Significa avere un esempio eclatante della valorizzazione dei saperi tramandati, delle tradizioni, delle buone pratiche, che si uniscono alle nuove aperture che oggi il mondo offre. Significa sfidare, da piccola azienda iniziale, le opportunità di un mondo globale, complesso e difficile, senza paure e sudditanze personali e di mestiere, ma con la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Significa possedere la capacità di rinnovarsi, di progredire, senza però perdere l’attaccamento al territorio, alla memoria familiare e collettiva, anzi nell’amore e nell’apprezzamento dei predecessori, che ha portato l’azienda Morelli ai traguardi oggi raggiunti. Tutto questo è un esempio di ciò che dovrebbe essere la laboriosità, l’ingegno e il talento dell’impresa italiana: questo è il vero Made in Italy!”
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Gli ultimi giorni di Puccini - Turandot il sogno incompiuto Turandot, la Principessa di Gelo, perseguita, letteralmente, “anima e corpo”, Giacomo Puccini a partire dal 1920 e fino alla morte nel 1924. È come se l’ombra di Turandot e quella della Morte si sovrapponessero turbando profondamente il compositore e impedendogli di completare l’opera, di darle un “lieto fine”. Nella prima parte del libro seguiamo il Maestro negli anni che dedica a questa sua ultima opera: Puccini sente, presagisce quest’ombra oscura proiettata da Turandot, ben prima che la malattia, il cancro alla gola, si manifesti. Le lettere scambiate con i suoi librettisti, Adami e Simoni, testimoniano la sua ricerca incessante, l’insoddisfazione, il dolore, la resa, la tristezza di questo periodo. Nella seconda parte del libro Rossella Martina racconta giorno per giorno gli ultimi due mesi della vita di Puccini, la scoperta della malattia, le visite dagli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles a operarsi, ma anche la solitudine e la paura dell’uomo e la tragedia della morte inattesa e beffarda. Turandot non sarà terminata e Puccini morirà nel rimpianto, lontano da casa e, nemesi feroce, senza neppure una delle tante donne amate e che lo hanno amato, vicina, a tenergli la mano, mentre si appressa “la notte che non ha mattino”. Un percorso doloroso, commovente, a tratti straziante, che rende Giacomo Puccini più che mai una figura indimenticabile nel cuore di milioni di persone che amano le sue opere.
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Quell’Anomala Primavera Del ‘78 In un’Italia scossa dai tragici avvenimenti degli “anni di piombo” la famiglia del prof. Giuliano, docente appena giunto alla pensione, è scossa da profondi avvenimenti che mettono in crisi quelle certezze che per decenni hanno garantito un equilibrio all’apparenza stabile. Sono gli anni della contestazione e delle scelte radicali, ma anche gli anni della paura e dell’incertezza ed ognuno dei protagonisti si trova a fare i conti con questo cambiamento epocale che rischia di travolgerli. Intanto, proprio nella strada dove hanno la loro abitazione, si consuma la tragedia del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro che Giuliano, inconsapevolmente, si trova a vivere in prima persona. Un romanzo “familiare” che è al contempo la cronaca di un momento storico particolarmente importante per il nostro Paese e che riflette tutte le contraddizioni che quelle generazioni, quelle più anziane quanto quelle più giovani, hanno vissuto sulla loro pelle.
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«Chiude gli occhi e avverte ancora il suono dei piedi scalzi della madre che affondano nel fango fino alle caviglie, una corsa disperata, avvinghiata al suo collo per non cadere.
La rivede lì, una manciata di metri più avanti, il pigiamino lacero graffiato dai rovi e dai rami spogli degli alberi, che come fantasmi sovrastano ogni speranza di affrontare la belva, una volta per tutte.
Nel silenzio assordante di una notte in cui neppure le stelle si vedono, si sente il respiro di qualcuno che, con un solo gesto, spezza per sempre i sogni gioiosi di una vita appena sbocciata.»In una società dove la violenza contro le donne continua a essere nascosta dietro il silenzio e l’indifferenza, un nuovo caso sconvolge l’equilibrio di una comunità. Ad occuparsene, ancora una volta, la detective Marvel e il dj Zarin. Le indagini che ne seguono portano alla luce non solo la brutalità di un singolo gesto, ma un intreccio di paura, vergogna e complicità che da troppo tempo permea la vita quotidiana.
Nel corso della storia emergono le voci spezzate, ma non mute, di chi ha subìto, di chi ha taciuto, di chi ha scelto di reagire. Ogni pagina scava più a fondo nelle ombre della violenza di genere, mostrando come essa non sia soltanto un atto individuale, ma il riflesso di un sistema che ancora oggi permette il dominio, la colpa e il silenzio.
Il thriller si trasforma così in un viaggio di verità e consapevolezza, dove la ricerca della giustizia diventa anche una battaglia per la dignità e la memoria di tutte le donne che non possono più raccontare la propria storia.
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Raccontare Un Mondo - Giovannino Guareschi e la Bassa Padana Questo secondo volume della collana G.G. dedicata all’opera Giovannino Guareschi è una tesi di laurea in Letteratura italiana dell’Università degli studi Cagliari. Autore Roberto Cherchi, relatore professor Giuseppe Marci. Con Alberto Guareschi, figlio di Giovannino, abbiamo deciso di pubblicare annualmente una tesi di laurea che, tra le tantissime che pervengono a Roncole, mostri originalità nei contenuti e coraggio nella proposta. Abbiamo scelto questa perché è un lavoro fresco, attuale, profondo e ben scritto. Una di quelle tesi pensate e costruite con amore e competenza che, fin dalla prima lettura, danno subito l’idea di essere veri e propri libri. Si tratta di un lavoro molto esteso e approfondito che mostra, tra l’altro, l’importanza che l’autore attribuisce all’infanzia di Giovannino nel processo di creazione di Mondo piccolo. Cherchi mostra in maniera limpida che i primi anni di vita dello scrittore abbiano contribuito a fare della Bassa un vero e proprio tema letterario come, prima e dopo Mondo piccolo, non ha fatto nessun altro. Argomenta con ottima padronanza il raffronto con altri autori legati a quella fetta di terra e al Grande Fiume e riesce così a mostrare l’indiscutibile, anche se ancora colpevolmente discussa, qualità della narrativa guareschiana inserendola in una vera e propria corrente letteraria. Ma, al contempo, ne evidenzia tutte le inarrivabili peculiarità. Lo fa analizzando il linguaggio, l’uso e i rapporti con il dialetto, la memoria dei luoghi e dei tipi umani. Cosicché il lavoro diventa una sorta di grande mappa letteraria, ma prima ancora umana, di Mondo piccolo. Alessandro Gnocchi
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L'acheiropoieton. Una pergamena sottratta al monastero di Cluny e una serie di omicidi commessi dopo la sua scomparsa attirano le indagini degli inquirenti italiani e francesi, in particolare di una squadra composta da abili agenti e investigatori, coadiuvata da storici, paleografi e d esperti in diplomatica medioevale. Come emerge dagli antichi documenti, il caso si collega ad avvenimenti oscuri che hanno segnato la nostra storia: la controversia iconoclasta del 250 d.C. e la caduta di Costantinopoli del 1453. I membri del gruppo investigativo si trovano a fare i conti con la pericolosa e imprevedibile organizzazione dell’ordine religioso dei Gerosolimitani (baluardo armato della cristianità) mentre drammi esistenziali e cambiamenti inaspettati incombono nella loro vita privata. L’agente dei servizi segreti Lorenzo Bianchi, il commissario d’Ambrosio, Nathalie Dumayet e gli altri protagonisti della storia metteranno a rischio la loro incolumità per recuperare la preziosa reliquia, ma un finale inaspettato riserverà loro inquietanti sorprese.
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Una serie di “incidenti” mortali che coinvolgono familiari, conoscenti e persone apparentemente estranee, lega in un tenebroso fil rouge il protagonista, Giovanni Spada, ad uno strano oggetto ricevuto da un amico che lo ha rinvenuto casualmente presso il lago d’Averno, nel comune di Pozzuoli, nella zona dei Campi Flegrei. L’ombra di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, aleggia sinistra nella storia che vede sfidarsi le forze del Bene contro quelle del Male come era accaduto ai tempi della caduta di Lucifero. Una vicenda appassionante che è al contempo una dolcissima saga familiare, un intrigante giallo ed un viaggio nell’occulto dove i sentimenti più profondi come l’amore, l’amicizia, l’odio e la vendetta si incrociano e si confrontano mostrando, da un lato la fragilità dell’uomo e dell’altra la forza che la Fede, la Speranza e l’Amore possono dare per non lasciare che resti sconfitto dalla rassegnazione e delle tentazioni.