Infinito

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Infinito

Mauro Vaghini

10,00

Ho iniziato la stesura di questo libro attorno all’anno 2005, dopo la scomparsa di quello che era all’epoca il mio più caro amico. Quella perdita mi gettò in uno stato di profondo smarrimento e di isolata solitudine. Ho cercato il più possibile, nello stile lette­rario e nella stesura, di lasciare al lettore quante più possibilità di interpretazione. Sebbene lo stile sia volutamente caotico e forse poco lineare, ridondante di licenze poetiche, ho tentato di far sì che il messaggio potesse arrivare sempre forte e chiaro ricorren­do anche all’utilizzo di una poesia nascosta dietro allo squallore, all’insulto, alla bestemmia. Il dolore, il coinvolgimento sentimen­tale, la speranza propria delle incertezze sospese, sono espressi con purezza e passione. Non mancano i componimenti che trattano l’amore (l’amore per una donna, intendo), ma anche questi li ho dedicati all’amico perduto perché tanto mi sentivo solo che nes­suna donna, o le mille che mi stettero al fianco, bastarono a farmi sentire meno solo. Per questo ho deciso di dedicare quest’opera, o più precisamente tutta la mia vita, come testimonianza per provare a ricambiare il caro amico di tutto il tempo trascorso, dell’affetto che ha saputo darmi senza nulla chiedere, della gioia di esser cresciuti insieme.

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Descrizione

Ho iniziato la stesura di questo libro attorno all’anno 2005, dopo la scomparsa di quello che era all’epoca il mio più caro amico. Quella perdita mi gettò in uno stato di profondo smarrimento e di isolata solitudine. Ho cercato il più possibile, nello stile lette­rario e nella stesura, di lasciare al lettore quante più possibilità di interpretazione. Sebbene lo stile sia volutamente caotico e forse poco lineare, ridondante di licenze poetiche, ho tentato di far sì che il messaggio potesse arrivare sempre forte e chiaro ricorren­do anche all’utilizzo di una poesia nascosta dietro allo squallore, all’insulto, alla bestemmia. Il dolore, il coinvolgimento sentimen­tale, la speranza propria delle incertezze sospese, sono espressi con purezza e passione. Non mancano i componimenti che trattano l’amore (l’amore per una donna, intendo), ma anche questi li ho dedicati all’amico perduto perché tanto mi sentivo solo che nes­suna donna, o le mille che mi stettero al fianco, bastarono a farmi sentire meno solo. Per questo ho deciso di dedicare quest’opera, o più precisamente tutta la mia vita, come testimonianza per provare a ricambiare il caro amico di tutto il tempo trascorso, dell’affetto che ha saputo darmi senza nulla chiedere, della gioia di esser cresciuti insieme.

L’autore
Mauro Vaghini nasce a Genova il 20 gennaio 1981, frequenta il Liceo Artistico. Nel 2003 partecipa al 9° Festival Internazionale di Poesia a Genova con “Epigrafi per un madrigale triste” pubblicata ne LA CITTÀ DEI POETI – Seconda Edizione – nell’ambito della manifestazione 2004 “Genova Capitale Europea della Cultura”.
Nel 2005 ha pubblicato la raccolta poetica “Un Gioco Assurdo”.
Nel 2007 partecipa all’8° Campionato Provinciale di poesia popolare con “Luna nel cielo”, terza classificata. Attualmente vive solo e fa il pittore.

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