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Dalle morbide penombre lacustri del lago Maggiore, l’ispettrice di polizia Giorgia Clerici ottiene una promozione professionale e un trasferimento a Milano come membro di una particolarissima squadra investigativa denominata “Speciale”. Professionalità, intuito e un ingrediente misterioso guidano il viaggio di Giorgia lungo intricati percorsi in precario equilibrio tra indagini poliziesche, inquietanti misteri storici, disorientanti itinerari sapienziali intrecciati alla stimolante novità di trovarsi catapultata nel cuore della metropoli più europea d’Italia. Giorgia indaga sul rapimento di un bambino, figlio di una delle famiglie più ricche della provincia milanese; sulla giovane sorella del piccolo, un’insolita adolescente amante di magia ed esoterismi insieme all’inquietante figura del suo quasi partner genialoide; e sulla madre anch’essa non esattamente come vuole apparire. L’esito annunciato e contemporaneamente inatteso arriva al precipitare degli eventi che non risolvono ogni dubbio ma raggiungono l’inevitabile necessario epilogo, come la vita, che arriva alla conclusione senza essersi del tutto rivelata, col desiderio e la speranza che non sia davvero finita.
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«Hai una mano che potresti disegnare qualsiasi cosa […] ma senza amore non riuscirai mai ad essere i l pittore che vuoi diventare. E tu questo amore non ce l’hai». Così il Professor Fontelli, docente di disegno dell’istituto d’Arte, cataloga Federico di cui ammira il talento innato, rammaricandosi per la freddezza e la superficialità dell’allievo. Federico, bello, giovane, talentuoso ed egocentrico, vive viziato tra gli agi di una famiglia che non gli nega nulla. Eppure sente che alla sua vita manca qualcosa. La pittura, che vive con una passione smisurata, non è in grado di riempire l’insoddisfazione che avverte, consapevole della sue capacità e tuttavia incapace di emergere ed elevarsi al di sopra di tutto e di tutti. Un viaggio a Parigi, una proposta inaspettata da uno sconosciuto, lo sveglieranno dal torpore della piccola cittadina nella quale vive e che ormai gli va stretta. Chi è l’uomo che ha incontrato? Solo un appassionato di pittura o qualcosa di più? Federico ha capito che questa è la sua occasione, ma cosa troverà davvero ad aspettarlo?
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Prosegue l’attività investigativa dell’Ispettrice Giorgia Clerici intrecciando quotidianità e realtà parallele. La storia si svolge tra Milano, sede della “Speciale”, il parco del Ticino, il lago Maggiore e la riviera ligure. Le vicende umane dei vari componenti della “Speciale” si intrecciano con gli aspetti più tecnici delle indagini, ancora una volta diversi percorsi investigativi dividono e riavvicinano i protagonisti, nuovi affascinanti personaggi accompagnano il lettore alla ricerca dei “colpevoli” e lungo percorsi d’anima che illuminano anfratti di memorie rimosse, di paure e passioni. L’intuito di Giorgia, forse il suo più caratteristico strumento di ricerca, si arricchisce di nuove possibilità grazie all’incontro con il pensiero breathariano, con le potenzialità illimitate della psicodinamica e con la scoperta di verità scientifiche che rasentano l’impossibile. Lo sfondo meraviglioso della riviera ligure diviene testimone di crimini sofisticati e crudeli, ma anche sa essere grimaldello del profondo, così da raggiungere e svelare verità inconfessabili, misteriose trame ctonie che conducono protagonisti e lettori, spesso confondendo gli uni negli altri, lungo i meandri più intimi dell’io, per potersi osservare da “un altro punto di vista”.
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«Chiude gli occhi e avverte ancora il suono dei piedi scalzi della madre che affondano nel fango fino alle caviglie, una corsa disperata, avvinghiata al suo collo per non cadere.
La rivede lì, una manciata di metri più avanti, il pigiamino lacero graffiato dai rovi e dai rami spogli degli alberi, che come fantasmi sovrastano ogni speranza di affrontare la belva, una volta per tutte.
Nel silenzio assordante di una notte in cui neppure le stelle si vedono, si sente il respiro di qualcuno che, con un solo gesto, spezza per sempre i sogni gioiosi di una vita appena sbocciata.»In una società dove la violenza contro le donne continua a essere nascosta dietro il silenzio e l’indifferenza, un nuovo caso sconvolge l’equilibrio di una comunità. Ad occuparsene, ancora una volta, la detective Marvel e il dj Zarin. Le indagini che ne seguono portano alla luce non solo la brutalità di un singolo gesto, ma un intreccio di paura, vergogna e complicità che da troppo tempo permea la vita quotidiana.
Nel corso della storia emergono le voci spezzate, ma non mute, di chi ha subìto, di chi ha taciuto, di chi ha scelto di reagire. Ogni pagina scava più a fondo nelle ombre della violenza di genere, mostrando come essa non sia soltanto un atto individuale, ma il riflesso di un sistema che ancora oggi permette il dominio, la colpa e il silenzio.
Il thriller si trasforma così in un viaggio di verità e consapevolezza, dove la ricerca della giustizia diventa anche una battaglia per la dignità e la memoria di tutte le donne che non possono più raccontare la propria storia.
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Il sottile filo della vita. Una serie di tragici eventi mette in pericolo la vita di una comunità costretta ad abbandonare i propri territori per cercare la salvezza. Diverse e talvolta contrastanti le reazioni di chi è chiamato a decidere del proprio destino e di quello dei concittadini, diversi i comportamenti dei protagonisti di questa vicenda che “usa” l’evento catastrofico per analizzare, con grande attenzione, gli stati d’animo di coloro che vivono un dramma collettivo. Nel corso del romanzo l’Autore si sofferma sulla fragilità della natura umana, ma anche sulla capacità di diventare eroe senza averne consapevolezza: chiamati ad affrontare situazioni estreme nelle quali sembra più facile far prevalere i propri egoismi, assistiamo a inattesi atti di coraggio e di dedizione da parte di persone dalle quali mai ce li saremmo aspettati; al contrario, anche dentro le persone più generose talvolta si possono nascondere oscuri demoni che emergono in momenti particolari. Un romanzo avventuroso ma al contempo fortemente introspettivo che ci regala il brivido di una storia piena di situazioni emozionanti.
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Quando ad un certo punto della vita prendiamo consapevolezza della nostra fragilità, dell’impermanenza di tutte le cose, solo la riconquista del momento presente può dare nuova linfa e nuovo significato alla nostra esistenza che ritorna preziosa, degna di essere vissuta, proprio perché non dura per sempre.
Questa consapevolezza raramente è un dono spontaneo che matura presto nella vita: spesso è il frutto di esperienze dolorose che talora ti mettono di fronte a situazioni difficili nella tua vita, addirittura dal trovarsi faccia a faccia con la morte, altre volte è il frutto semplicemente dell’età che avanza, dell’accorgerti “improvvisamente” che il tempo è passato, e la riflessione diventa necessità. Alla fine, quel che più conta è che, contemplando la nostra esistenza magari al tramonto seduti in veranda, la parola che meglio definisce la nostra vita sia “gratitudine”.
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Ognuno di loro ha voluto raccontarmi la sua storia alla sua maniera, senza paura di apparire diverso da come è abitualmente conosciuto, senza retoriche né pregiudizi. Li ho incontrati tanti anni fa, in quel momento epocale che ci portava dal XX al XXI secolo e tutto sembrava sull’orlo di interrompersi, forse per sempre; li ho ascoltati con interesse, con amore, con rispetto, e oggi, a distanza di quasi vent’anni, li sento ancora preziosi compagni di una parte della strada che ho fatto e di quella che devo ancora fare. E così ve li porgo, con la speranza che possano dirvi qualcosa di importante come hanno detto a me.
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Ho iniziato la stesura di questo libro attorno all’anno 2005, dopo la scomparsa di quello che era all’epoca il mio più caro amico. Quella perdita mi gettò in uno stato di profondo smarrimento e di isolata solitudine. Ho cercato il più possibile, nello stile letterario e nella stesura, di lasciare al lettore quante più possibilità di interpretazione. Sebbene lo stile sia volutamente caotico e forse poco lineare, ridondante di licenze poetiche, ho tentato di far sì che il messaggio potesse arrivare sempre forte e chiaro ricorrendo anche all’utilizzo di una poesia nascosta dietro allo squallore, all’insulto, alla bestemmia. Il dolore, il coinvolgimento sentimentale, la speranza propria delle incertezze sospese, sono espressi con purezza e passione. Non mancano i componimenti che trattano l’amore (l’amore per una donna, intendo), ma anche questi li ho dedicati all’amico perduto perché tanto mi sentivo solo che nessuna donna, o le mille che mi stettero al fianco, bastarono a farmi sentire meno solo. Per questo ho deciso di dedicare quest’opera, o più precisamente tutta la mia vita, come testimonianza per provare a ricambiare il caro amico di tutto il tempo trascorso, dell’affetto che ha saputo darmi senza nulla chiedere, della gioia di esser cresciuti insieme.
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Io mi bacio da sola” è la mia prima raccolta poetica e racchiude le ultime poesie che ho scritto e che sono molto personali e intime. Questa raccolta custodisce una varietà di emozioni che ho filtrato col mio respiro, che hanno otturato la mia pelle, che ho sfiorato senza talvolta volere, contro cui ho combattuto le mie battaglie. Racchiude scetticismo. Racchiude rabbia. Racchiude indipendenza. Il titolo nasce proprio da questa volontà: di voler riaffermare la mia indipendenza. Un’indipendenza in primis in quanto donna di natura prevalentemente emotiva, talvolta sentimentale, incarcerata dentro un solo termine: bacio. Un bacio rivolto verso me stessa.
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L'acheiropoieton. Una pergamena sottratta al monastero di Cluny e una serie di omicidi commessi dopo la sua scomparsa attirano le indagini degli inquirenti italiani e francesi, in particolare di una squadra composta da abili agenti e investigatori, coadiuvata da storici, paleografi e d esperti in diplomatica medioevale. Come emerge dagli antichi documenti, il caso si collega ad avvenimenti oscuri che hanno segnato la nostra storia: la controversia iconoclasta del 250 d.C. e la caduta di Costantinopoli del 1453. I membri del gruppo investigativo si trovano a fare i conti con la pericolosa e imprevedibile organizzazione dell’ordine religioso dei Gerosolimitani (baluardo armato della cristianità) mentre drammi esistenziali e cambiamenti inaspettati incombono nella loro vita privata. L’agente dei servizi segreti Lorenzo Bianchi, il commissario d’Ambrosio, Nathalie Dumayet e gli altri protagonisti della storia metteranno a rischio la loro incolumità per recuperare la preziosa reliquia, ma un finale inaspettato riserverà loro inquietanti sorprese.
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Continuano le avventure di Hima Terra, neo Vice Questore aggiunto della Polizia a Pisa. Dalla solo apparente tranquillità della citta toscana, la vicenda si allarga in Europa e più precisamente a Veliko Tarnovo, un’amena località a poche ore da Sofia nota per ospitare una roccaforte medievale: la fortezza di Tsarevets. Là ha sede Cruciatus, una potente organizzazione criminale che opera nell’oscuro e torbido mondo del dark web decisa a prendersi con ogni mezzo il monopolio del mercato delle perversioni. Da Pisa a Veliko un alternarsi di rocamboleschi eventi farà incontrare personaggi che mai si sarebbe pensato di trovare in quelle circostanze, mentre un ultimo colpo di scena rimetterà tutto in discussione lasciando il lettore col fiato sospeso in attesa dell’epilogo finale.