Puccini e Livorno

Fulvio Venturi

30,00

Puccini e Livorno. La lunga storia di una passione teatrale che si sviluppa dal 27 giugno 1886 ai nostri giorni, fra dati storici, produzioni entusiasmanti, magnifici cantanti e ricordi personali. Un connubio irripetibile fra arte e storia, musica e pittura, la belle époque e i nostri giorni. Forte aneddotica a riguardo di impresari inadempienti, fatti di spettacolo e grandi amori. Per la prima volta, inoltre, una pubblicazione estende lo sguardo su centri come Rosignano e Piombino. Ogni spettacolo è commentato da recensioni d’epoca.

Possiamo quindi vedere la cronaca di Venturi come la proiezione sul piano livornese di eventi che hanno dimensioni nazionali e sovranazionali. Davvero non si può indovinare come mai Puccini non abbia voluto presenziare alla Manon Lescaut del 1922 agli Avvalorati, alla quale era stato abbondantemente invitato, e alla quale sarebbe potuto arrivare con pochi chilometri di una delle sue sempre più veloci automobili. Ma il Puccini post-bellico aveva alquanto cambiato carattere, era diventato insofferente, contestava i rendiconti della Ricordi, e sotto un certo punto di vista l’Italia sembrava stargli stretta. La moglie Elvira scrisse al Paladini che se Mascagni avesse avuto la nomina a senatore prima di lui avrebbero rinunciato alla cittadinanza italiana, e in un momento di rottura con Toscanini fu persino pubblicato un trafiletto sulla stampa che la prima di Turandot si sarebbe tenuta a New York. Due minacce anche difficili da credere. In queste condizioni la causa dello sgarbo ai livornesi veramente potrebbe essere anche la più futile…

Dall’introduzione di Luca Giovanni Logi

Descrizione

Puccini e Livorno. La lunga storia di una passione teatrale che si sviluppa dal 27 giugno 1886 ai nostri giorni, fra dati storici, produzioni entusiasmanti, magnifici cantanti e ricordi personali. Un connubio irripetibile fra arte e storia, musica e pittura, la belle époque e i nostri giorni. Forte aneddotica a riguardo di impresari inadempienti, fatti di spettacolo e grandi amori. Per la prima volta, inoltre, una pubblicazione estende lo sguardo su centri come Rosignano e Piombino. Ogni spettacolo è commentato da recensioni d’epoca.

Possiamo quindi vedere la cronaca di Venturi come la proiezione sul piano livornese di eventi che hanno dimensioni nazionali e sovranazionali. Davvero non si può indovinare come mai Puccini non abbia voluto presenziare alla Manon Lescaut del 1922 agli Avvalorati, alla quale era stato abbondantemente invitato, e alla quale sarebbe potuto arrivare con pochi chilometri di una delle sue sempre più veloci automobili. Ma il Puccini post-bellico aveva alquanto cambiato carattere, era diventato insofferente, contestava i rendiconti della Ricordi, e sotto un certo punto di vista l’Italia sembrava stargli stretta. La moglie Elvira scrisse al Paladini che se Mascagni avesse avuto la nomina a senatore prima di lui avrebbero rinunciato alla cittadinanza italiana, e in un momento di rottura con Toscanini fu persino pubblicato un trafiletto sulla stampa che la prima di Turandot si sarebbe tenuta a New York. Due minacce anche difficili da credere. In queste condizioni la causa dello sgarbo ai livornesi veramente potrebbe essere anche la più futile…

Dall’introduzione di Luca Giovanni Logi

L’autore

Nato e cresciuto a Livorno, Fulvio Venturi svolge un’intensa attività di saggista, essenzialmente nel genere musicologico.

Le principali collaborazioni sono quelle con il Maggio Musicale Fiorentino, Wexford Opera Festival, Il Teatro dell’Opera di Roma, Opéra de Monte Carlo, Teatro Lirico di Cagliari, Festival Pucciniano di Torre del Lago, e quelle, con la Fondazione “Goldoni” di Livorno. Per la testata online Toscanaeventinews si occupa di recensioni e critica musicale.

Specializzato nel teatro “verista” e novecentesco, ha perlustrato l’intero repertorio mascagnano, ed ha scritto di autori quali Giordano, Puccini, Pietri, Respighi, Zandonai, Cilea, Strauss, Massenet, Debussy, Leoncavallo, Gabriele D’Annunzio, Verdi.

Profondo conoscitore anche di pittura, arte e arte applicata. I suoi testi sono stati tradotti in lingua straniera. Ha scritto le pièces Tramonta è la luna (omaggio a Maria Callas), Estate (ispirata dall’Alcyone dannunziano) ed Elvira, povera donna, dedicato a Giacomo Puccini.

Con dreamBOOK edizioni ha pubblicato i saggi Mascagni e Livorno – Un caso internazionale e Pietro Mascagni, un livornese – L’uomo, l’artista, la sua città

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320

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