Gli ultimi giorni di Puccini – Turandot il sogno incompiuto
Turandot, la Principessa di Gelo, perseguita, letteralmente, “anima e corpo”, Giacomo Puccini a partire dal 1920 e fino alla morte nel 1924.
È come se l’ombra di Turandot e quella della Morte si sovrapponessero turbando profondamente il compositore e impedendogli di completare l’opera, di darle un “lieto fine”.
Nella prima parte del libro seguiamo il Maestro negli anni che dedica a questa sua ultima opera: Puccini sente, presagisce quest’ombra oscura proiettata da Turandot, ben prima che la malattia, il cancro alla gola, si manifesti. Le lettere scambiate con i suoi librettisti, Adami e Simoni, testimoniano la sua ricerca incessante, l’insoddisfazione, il dolore, la resa, la tristezza di questo periodo.
Nella seconda parte del libro Rossella Martina racconta giorno per giorno gli ultimi due mesi della vita di Puccini, la scoperta della malattia, le visite dagli specialisti, la scelta di andare a Bruxelles a operarsi, ma anche la solitudine e la paura dell’uomo e la tragedia della morte inattesa e beffarda.
Turandot non sarà terminata e Puccini morirà nel rimpianto, lontano da casa e, nemesi feroce, senza neppure una delle tante donne amate e che lo hanno amato, vicina, a tenergli la mano, mentre si appressa “la notte che non ha mattino”.
Un percorso doloroso, commovente, a tratti straziante, che rende Giacomo Puccini più che mai una figura indimenticabile nel cuore di milioni di persone che amano le sue opere.

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