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I Morelli “Il senso del ripercorrere la storia della famiglia Morelli degli ultimi 120 anni non sta solo nel ricostruire il canovaccio di una saga familiare, peraltro interessante. Significa soprattutto considerare le vicende di un tessuto sociale ed economico di un piccolo territorio che, attraverso essa, ha visto il proprio nome varcare i confini della provincia, della regione, della nazione. Significa avere un esempio eclatante della valorizzazione dei saperi tramandati, delle tradizioni, delle buone pratiche, che si uniscono alle nuove aperture che oggi il mondo offre. Significa sfidare, da piccola azienda iniziale, le opportunità di un mondo globale, complesso e difficile, senza paure e sudditanze personali e di mestiere, ma con la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. Significa possedere la capacità di rinnovarsi, di progredire, senza però perdere l’attaccamento al territorio, alla memoria familiare e collettiva, anzi nell’amore e nell’apprezzamento dei predecessori, che ha portato l’azienda Morelli ai traguardi oggi raggiunti. Tutto questo è un esempio di ciò che dovrebbe essere la laboriosità, l’ingegno e il talento dell’impresa italiana: questo è il vero Made in Italy!”
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Quell’Anomala Primavera Del ‘78 In un’Italia scossa dai tragici avvenimenti degli “anni di piombo” la famiglia del prof. Giuliano, docente appena giunto alla pensione, è scossa da profondi avvenimenti che mettono in crisi quelle certezze che per decenni hanno garantito un equilibrio all’apparenza stabile. Sono gli anni della contestazione e delle scelte radicali, ma anche gli anni della paura e dell’incertezza ed ognuno dei protagonisti si trova a fare i conti con questo cambiamento epocale che rischia di travolgerli. Intanto, proprio nella strada dove hanno la loro abitazione, si consuma la tragedia del rapimento dell’Onorevole Aldo Moro che Giuliano, inconsapevolmente, si trova a vivere in prima persona. Un romanzo “familiare” che è al contempo la cronaca di un momento storico particolarmente importante per il nostro Paese e che riflette tutte le contraddizioni che quelle generazioni, quelle più anziane quanto quelle più giovani, hanno vissuto sulla loro pelle.
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L'acheiropoieton. Una pergamena sottratta al monastero di Cluny e una serie di omicidi commessi dopo la sua scomparsa attirano le indagini degli inquirenti italiani e francesi, in particolare di una squadra composta da abili agenti e investigatori, coadiuvata da storici, paleografi e d esperti in diplomatica medioevale. Come emerge dagli antichi documenti, il caso si collega ad avvenimenti oscuri che hanno segnato la nostra storia: la controversia iconoclasta del 250 d.C. e la caduta di Costantinopoli del 1453. I membri del gruppo investigativo si trovano a fare i conti con la pericolosa e imprevedibile organizzazione dell’ordine religioso dei Gerosolimitani (baluardo armato della cristianità) mentre drammi esistenziali e cambiamenti inaspettati incombono nella loro vita privata. L’agente dei servizi segreti Lorenzo Bianchi, il commissario d’Ambrosio, Nathalie Dumayet e gli altri protagonisti della storia metteranno a rischio la loro incolumità per recuperare la preziosa reliquia, ma un finale inaspettato riserverà loro inquietanti sorprese.
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Una serie di “incidenti” mortali che coinvolgono familiari, conoscenti e persone apparentemente estranee, lega in un tenebroso fil rouge il protagonista, Giovanni Spada, ad uno strano oggetto ricevuto da un amico che lo ha rinvenuto casualmente presso il lago d’Averno, nel comune di Pozzuoli, nella zona dei Campi Flegrei. L’ombra di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero, aleggia sinistra nella storia che vede sfidarsi le forze del Bene contro quelle del Male come era accaduto ai tempi della caduta di Lucifero. Una vicenda appassionante che è al contempo una dolcissima saga familiare, un intrigante giallo ed un viaggio nell’occulto dove i sentimenti più profondi come l’amore, l’amicizia, l’odio e la vendetta si incrociano e si confrontano mostrando, da un lato la fragilità dell’uomo e dell’altra la forza che la Fede, la Speranza e l’Amore possono dare per non lasciare che resti sconfitto dalla rassegnazione e delle tentazioni.
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La bottega della liutaia L’amore “tossico” non coinvolge solo le donne; il protagonista di questo romanzo ne è così profondamente coinvolto da perdere il senso della realtà e da mettere in gioco la sua professione e le possibilità di carriera ad essa collegata. A fare da cornice a questa storia, Livorno con il suo porto ed il commercio marittimo che apre scenari e rapporti internazionali ma anche inevitabili realtà locali che guardano, e giudicano, spesso solo ciò che fanno gli altri. Ma per fortuna, per Tommaso, il protagonista del romanzo, qualcuno vuole il suo bene ed è disposto a mettersi in gioco e a mettere in gioco gli affetti più cari. Un “romance” che certamente piace alle donne per le tematiche che propone e per la grande attenzione che l’autore rivolge al mondo femminile senza indulgere in facili adulazioni, ma dimostrando che c’è qualcosa che anche agli uomini, mettendo in discussione le loro granitiche certezze di “sesso forte” e mostrando quel lato della personalità che spesso vengono sottovalutati e ignorati per pudore o per luoghi comuni difficili a morire. Sullo sfondo, il golf con le sue regole e il violino la cui armonia esige una straordinaria sensibilità in grado di misurarsi anche nella complessa articolazione delle sue parti, ognuna delle quali deve essere eseguita con la massima accuratezza l’assemblaggio per garantire la qualità musicale. “…il liutaio sa bene che non è sufficiente rifarsi un’oltremodo alle regole e alle tradizioni costruttive dettate nei tempi dai padri e figli, da maestro ad allievo. Ma deve sapere anche che non basta studiare i disegni e ripetere con certosina precisione le misure delle sommità delle sue volute, delle chiavi dei fori e delle singole parti tutte del violino. La qualità musicale dello strumento è legata a minutissimi particolari che le esperienze personali possono suggerire alla maestria del costruttore, e sono proprio quei dettagli che, come una volta disse il mio primo maestro, fanno la differenza. Occorre qualcosa in più. Occorre quel “qualcosa” che vada oltre e miri alla perfezione. Occorre che nel solco del legno scavato dalle sue mani nascano capolavori unici i violini costruiti dai famosi liutai cremonesi nel Seicento e Settecento…”
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Il Confine del Male - Papaveri. Anna e Elvira sono due ragazzine quando si incontrarono per la prima volta. In un pomeriggio di primavera, guardando i pescatori che rammendano le reti, i loro sguardi curiosi si incrociano e da quel momento i loro destini si uniscono per sempre. Carlo e Tosca sono i figli di Anna: le loro vite, pur prendendo strade completamente diverse, convergono in un legame che li unisce in modo così forte da rimanere fedeli ai loro segreti anche oltre la morte. In questa storia tutti i personaggi si muovono tra luci e ombre, ma specialmente per Tosca i dolorosi fantasmi del passato richiamano in lei un desiderio di vendetta e di quella giustizia che non ha trovato da parte di chi avrebbe dovuto garantirla. Una storia dove il male sembra non trovare il suo confine ma, nonostante tutto, qualcosa di importante si salva per indicare un’alternativa possibile.
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NODI è la storia, in prima persona, di Emma attraverso i momenti più importanti della sua vita di donna, figlia e sorella, moglie e madre. È il racconto della sua rinascita dopo una caduta a strapiombo nelle sue fragilità, dell’amore che le è mancato, di quello che l’ha soffocata e di quello che non è stata in grado di darsi per tutti gli anni in cui i suoi nodi l’hanno attorcigliata su se stessa. Ma è anche il racconto della sua forza, del suo coraggio nello scegliere di diventare protagonista della sua vita e di spiccare il volo. Zia Lo, nonna Blu, il profumo di lavanda, la libreria di famiglia fanno, tra gli altri, da contorno e sono insieme i protagonisti di questo viaggio che porterà Emma ad uscire da quell’inferno che, durante sei mesi della sua vita, la vedrà costretta anche a conoscere la drammatica esperienza dell’ospedale psichiatrico. Ne uscirà e saprà affidarsi a chi, con pazienza, amore e perseveranza, la metterà di fronte alle sue ombre perché diventino la luce del nuovo cammino che percorrerà.
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“Ora che tutto sembra volgere con una certa equità alla sua fine, sediamoci qualche istante a parlare come due vecchi amici che stanno per separarsi. Come è consuetudine nei momenti in cui la fiaba si congiunge alla realtà in un viluppo di sovrapposizioni che alla lunga non si sa più se appartengano all’una o all’altra, la disposizione naturale delle cose è quella giusta. La fiamma del camino arde e con imprevedibili guizzi accende e spegne bagliori sui nostri volti. L’ora, che il pendolo scandisce con simmetrica oscillazione di qua di là, si appresta a essere significata con il massimo dei rintocchi che le sono assegnabili. L’animo è predisposto come un vestito con risvolto sfoderato alla funzione del rammendo. E, come atteso, il gatto, che con l’innata agilità ne segue tutti i movimenti, si desterà al momento opportuno fingendo noncuranza (è questo il culmine della sua apparente indolenza) e cercherà un altro posto dove proseguire l’ascolto…” Un romanzo che imprigiona la mente portandola in luoghi reali che sembrano fantastici e in fantastiche avventure che sembrano reali. La storia, ricca di eventi e di colpi di scena, talvolta sembra solo un pretesto per consentire all’Autore di perdersi in considerazioni profonde affrontate con ironia e leggerezza e indurre il lettore a seguirlo in cerca di un confronto o un dialogo nel quale, più che cercare conferme, apre le porte agli sconfinati mondi della mente e dello spirito per invitare a superare ogni pregiudiziale inibizione e trovare, finalmente, quella libertà del pensiero che è fonte di saggezza e felicità.
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Le ragioni del silenzio. Micaela è segretamente innamorata di Claudio fin dal primo momento in cui sua sorella Lisa lo ha presentato in famiglia come fidanzato.
Per cercare di toglierselo dal cuore e dalla mente, quando i due si sposano si trasferisce a Roma.
Sono passati un paio d'anni senza che nulla sia cambiato nel cuore di Micaela quando, invitata a partecipare a un seminario scientifico che si svolge a Parigi, incontra casualmente Claudio, anche lui nella capitale per lavoro. Illudendosi che lui sia lì per lei e non per un caso fortuito, decide di regalarsi due giorni felici in sua compagnia. La complicità che scoprono di avere abbassa le difese di entrambi che finiscono per passare la notte insieme.
I sensi di colpa e il timore di distruggere un matrimonio felice li inducono a non rivelare mai a nessuno quanto avvenuto fra di loro in quella stanza d'albergo.
Intanto la vita procede: Micaela sposa Andrea, un suo collega e amico, e la nascita del loro figlio Diego rafforza la loro unione anche se la felicità di Micaela è offuscata dal timore che il suo inganno possa, prima o poi, essere smascherato.
Sedici anni dopo, un tragico evento che riguarda proprio il figlio sconvolge la vita di Micaela che si troverà costretta a svelare alle persone che più ama al mondo una verità che solo lei conosce. -
Il commissario Jean Bernard ha chiuso con il fumo anni fa, ripromettendosi di riprendere quando sarà 65enne. Cioè a breve. A quell’età non avrà il tempo di fargli troppo male. Cammina volentieri sotto la pioggia e spesso si sofferma sul Pont Saint Michel a guardare la Senna e i lunghi barconi neri che si muovono silenziosi. Beve acqua ghiacciata, sente che lo rigenera. Dovunque sia, gradisce mangiare bene, preferendo le specialità locali. In realtà si adatta a qualunque piatto. Del colesterolo alto si preoccupa poco, convinto che camminare molto sia la terapia migliore. Nei momenti decisivi di un’inchiesta, a volte appoggia la fronte sul vetro della finestra dell’ufficio: quel contatto facilita inventiva e intuito, qualità delle quali è ben provvisto. Se può, quando passa dalle parti del cimitero di Montparnasse, va a salutare la sua Christine, amata compagna della sua vita. Da quando lei non c’è più, ha scoperto di sapersi commuovere. Ma la grinta è sempre la stessa.
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Edoardo Pellegrino, alle soglie dei quarant’anni, vive serenamente la sua superficialità galleggiando nel Comprensorio del Cuoio, insieme di piccoli comuni della provincia pisana noti per gli “odori”, che siano di pelle conciata o di tartufo bianco. È un single convinto, ama la sua moto, il buon vino e, a modo suo, le donne. Tutti i comportamenti di Edoardo sono finalizzati a un unico obiettivo: limitare al minimo ogni forma di responsabilità. Architetto come formazione, si rifugia a lavorare nella rivista culturale cittadina “Cuore” dove sfrutta il suo sarcasmo innato e la sua buona mano facendo il vignettista e curando il sito web. Il fondatore della rivista, l’enigmatico Diego, e il capo redattore, il passionario Fulvio, sono suoi amici d’infanzia. Nulla sembra turbare la vita tranquilla che Edoardo si è scelto. Il destino vuole, però che, a causa di un malore, Fulvio non possa recarsi in Chiapas per un servizio sugli zapatisti e Diego, promettendo una mini vacanza a Playa del Carmen, convince Edoardo a partire. Inizia l’avventura che porterà Edoardo, contro la sua volontà, ad affrontare situazioni per lui impensabili. Riuscirà questa storia a cambiare Edoardo o rimarrà il solito “surfista” della vita? La domanda rimane aperta e il finale, naturalmente, è a sorpresa.
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Dilegua o notte: “Può qualcosa sopravvivere alla morte della bellezza?” Da questo interrogativo che esprime a fondo il turbamento di Giacomo Puccini nel non saper come concludere la sua ultima opera, prende anima un racconto a due piani, romanzo e non biografia, e per questo storia assolutamente vera. Da un lato l’avventura di uno scrittore inviato a Bruxelles dalla casa editrice per scrivere la biografia di una celebre cantante e coinvolto in incontri e avvenimenti sorprendenti, dall’altro il dialogo tra il maestro Puccini e un amico, dialogo intimo e profondo che svela l’anima di entrambi. L’Immortale si fa carne, agisce nel reale, le storie s’intrecciano e intersecano, i personaggi si scoprono sempre diversi dal previsto sorprendendo il lettore in un gioco di svelamenti progressivi. La narrazione dà spazio a eventi incalzanti e spiazzanti come pure alle riflessioni del Maestro lucchese e scorre su questi due piani alla ricerca di una bellezza che nasce proprio dalla certezza che il tempo può essere vinto se la realtà si fa porta e passaggio all’immortalità. Un romanzo pieno di musica e di bellezza, avvincente e profondo nello stesso tempo; un percorso dall’insoddisfazione alla felicità, nella speranza che anche il lettore si senta coinvolto in una metamorfosi radicale, vivendo ogni giorno nella pienezza di una vita ricca di significato.