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Tra storia e sogni - Guareschi il monarchico «Perché sono monarchico? Per ragioni storiche, per ragioni sentimentali, per ragioni pratiche. Per me, un Presidente di Repubblica è sempre una persona espressa da un partito e non riuscirò mai a considerarlo al di sopra delle parti...Non potrò mai ascoltare la sua voce come quella della Patria». Giovannino Guareschi, dopo quella cattolica, era di fede monarchica. Nelle sue opere, infatti, esalta spesso la figura del Re come necessario punto di riferimento per tutti gli italiani, indispensabile per superare le rivalità e le divisioni seguite alla guerra civile nel passaggio alla democrazia. Colpisce la devozione alla causa realista dello scrittore padano, ereditata dalla madre e rivelata, in particolare, in un momento cruciale, tragico per la sua vita (l’internamento in un lager tedesco) e che Giovannino avrebbe mantenuto sempre salda e fino alla morte. Nei suoi numerosi racconti ambientati nella Bassa padana, lungo il fiume Po, Guareschi descrive le semplici storie di vita quotidiana nell’Italia del Secondo dopoguerra: piccoli affreschi di un’Italia che non c’è più, ricca di valori e legata fortemente alle proprie tradizioni anche e, soprattutto, a quelle incarnate dalla Dinastia sabauda che l’aveva resa unita e indipendente. Famiglia, comunità, legami civili e legami religiosi: questi i baluardi contro il modernismo, religioso o civile che fosse. Questa antologia, curata da Franco Ceccarelli e Emiliano Procucci, intende riproporre in modo organico e integrale i suoi scritti così come ci sono pervenuti perché ognuno possa leggerli, e interpretarli, come gli detta il cuore. Nessuna nostalgia, nessun secondo fine, solo il desiderio di aggiungere anche questo tassello ad una figura eccellente com’è quella di Giovannino Guareschi, ingiustamente messo ai margini della grande letteratura italiana, denigrato dalla critica ma amato immensamente dai lettori di tutte le latitudini del mondo.
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C'era una volta la TV 1954-1975 l'aurora della TV. Lo scorso 3 gennaio 2024 si è celebrato l'anniversario dei 70 anni dell'inaugurazione ufficiale delle trasmissioni televisive in Italia, un'occasione per considerare quanta strada ha fatto la "scatola" a partire dalle undici del mattino di quella domenica invernale in cui 15.000 televisori, soprattutto nel Nord, si accesero. (...) Questo libro nasce ovviamente con un altro intento: selezionare e ricordare le trasmissioni considerate, a mio avviso, significative di un periodo che va dalla nascita della tv fino alla riforma della Rai del 1975. Insomma, la fase aurorale del mezzo televisivo. Tramite le notizie, le descrizioni, i dati, le analisi, perfino le valutazioni soggettive, si cercherà di identificare e raccontare le trasmissioni e i personaggi capostipiti che rappresentano la storia televisiva italiana e hanno lasciato negli anni seguenti un'eredità viva. Il periodo 1954-1975 lo si può paragonare a un grande e operoso laboratorio dove si sono sperimentati stili, linguaggi, metodi, formule, caratteristiche senza le quali la tv attuale non sarebbe stata possibile. Ho cercato di riassestare un po' le cose, soprattutto di attribuire a persone finite nell'oblio il giusto tributo, magari con una vena di polemica nei confronti delle politiche aziendali della Rai. Tra queste persone ci sono i pionieri di trasmissioni la cui paternità oggi viene attribuita a chi è giunto molto dopo e si è preso un merito che andrebbe perlomeno condiviso. L'autore Intellettuale eclettico e curioso Marco Vignolo Gargini, laureato in filosofia, attore di prosa, regista, saggista (Oscar Wilde il critico artista, 2007; Nietzsche e gravità, 1985; Il mito e la favola (1989), Le poète de sept ans, all'intero del volume II di Cahiers de litterature française, 2005), traduttore dall'inglese e dal francese di opere di Shakespeare, Wilde, Poe, Rimbaud, Baudelaire, ecc è anche autore di romanzi e raccolte di racconti: Bela Lugosi è morto! (1998), Spunti di vita (1998), Una memorabile amnesia (2000), Il sorriso di Atlantide (2002), Il grande Alessandro (2003), Corpo (2007). Consulente per case editrici, ha messo a disposizione le proprie esperienze culturali anche nella formazione dei giovani nei centri di accoglienza.
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Da una Palermo dei primi del Novecento, per lavoro, un giovane pieno di entusiasmo e di curiosità si avventura all’estremità opposta dell’Italia, a Fiume, prima tappa di un lungo cammino che la “Storia” contribuirà a fargli percorrere. Si parla della disfatta di Caporetto, della guerra in Africa settentrionale, del lungo viaggio per mare dei prigionieri italiani per raggiungere l’India e il campo di Yol, del dramma dell’Istria, della faticosa ricostruzione dell’Italia e della vita degli italiani nel primo dopoguerra. Un viaggio che testimonia come nessuno esca indenne da certe esperienze che cambiano e condizionano in maniera irreversibile le scelte di vita. Voci dal Silenzio, raccontando le vicende di queste persone, racconta del Novecento, un secolo breve e intenso nel quale il mondo si confronta con guerre sanguinose, dittature efferate, tragedie inenarrabili ma anche nuove scoperte, un benessere più diffuso e rapidi cambiamenti culturali e sociali.
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Milano1858. Dopo la morte del padre, la vita del giovane Alessandro Corsi, già piena di problemi, si complica sino a divenire ingestibile. Abbandonato dai fratelli, si trova solo a lottare con un’invadente ombra del passato che lo trascina dritto in prigione. Riottenuta la libertà in maniera torbida, viene tradito dalla ragazza che ama e cade vittima dei cattivi sentimenti, i quali prendono totalmente il sopravvento sul suo fragile buon senso e sulla sua scarsa rettitudine. Inizia così un percorso difficile, privo di equilibrio, che lo porta a compiere azioni sempre più discutibili, persino irreparabili. Toccato il fondo, sarà in nome di un amore che persegue con tutta l’anima che proverà a rialzarsi. Il tumultuoso scenario del Risorgimento Italiano fa da palcoscenico a questa epica storia di amori, inganni e riscatti, dove l’ardore e la fervente speranza pervadono non solo le strade, ma soprattutto gli animi di questi indimenticabili personaggi.