Dall’Egitto a Washington, un’avvincente avventura dall’imprevedibile epilogo di una giovane egiziana costretta a lasciare la tua terra d’origine per un ignobile ricatto legato alla vita del fratello. Orfana di entrambi i genitori, costretta a vivere tra i “dimenticati” della grande metropoli egiziana, Soraya viene catturata da una banda di criminali per una proposta che non potrà rifiutare: la sua vita e quella del fratello, misteriosamente scomparso mesi prima, in cambio di preziose informazioni di spionaggio industriale. Si troverà così dall’altra parte dell’oceano nella ricca città americana, a fare i conti con una realtà a lei sconosciuta. Ma i colpi di scena che si susseguiranno la condurranno a esperienze impensabili che la porteranno a fare scelte importanti per il proprio futuro.
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Un drammatico epilogo mette di fronte Mauro ed Anna, separati da lunghi anni. Nella camera dell’hospice dove Mauro vive gli ultimi giorni della sua vita, sedato permanentemente per sua scelta, si consuma l’estremo tentativo di Anna di dare un significato alle sofferenze, ai soprusi, alle violenze e alle umiliazioni subite nei lunghi anni di matrimonio, cercando risposte che resteranno chiuse nel silenzio di un uomo che, a sua volta, porta con sé un doloroso segreto mai condiviso. In un racconto serrato fatto di monologhi che vorrebbero essere per entrambi dialoghi, i due protagonisti si raccontano e raccontano quella vita che, pur avendo in gran parte condiviso, sembra fatta di due storie diverse.
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La voce perduta - vita di Farinelli, evirato cantore La nuova edizione del prezioso saggio di Sandro Cappelletto su una delle figure più significative della musica del XVIII secolo. "Una nuova edizione del libro di Cappelletto era attesa da tempo, il testo non avendo perso nulla della sua originalità e avendo contribuito al progredire della conoscenza di Farinelli e dell'epoca dei castrati" Luigi Verdi Centro Studi Farinelli
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E se un cavallo dal carattere complicato aiutasse una ragazza che ha avuto un brutto incidente a ricominciare e a guardare senza paura le sue angosce? Questa è una storia vera, la mia storia, o almeno una parte di essa. Amyr è un cavallo da corsa comprato in Inghilterra da Davide, veterinario appassionato di scommesse ippiche, per poi essere portato in Italia all'ippodromo di San Siro. Lì il cavallo non viene capito e ce lo dice lui stesso parlando direttamente con il lettore. I dolori fisici e le continue percosse lo trasformano in una macchina da guerra pronto a distruggere chiunque si imponga su di lui. Poi ci sono io, che ho avuto un incidente a cavallo nel 2017 e uno nel 2019, che hanno insinuato in me un enorme senso di paura ed incertezza. Questo libro è un percorso per arrivare alla guarigione e alla consapevolezza, sia fisica che mentale che passa attraverso esperienze personali ed attraverso persone come Matteo, il mio compagno, un artiere con il sogno di diventare un allenatore di cavalli da corsa. Grazie a questo cavallo si sono saldati alcuni legami, mentre altri si sono spezzati. Amyr, considerato oramai senza speranza, torna a correre regalando una vittoria a Matteo, permettendogli di realizzare il suo sogno e di farsi un nome nel mondo dell'ippica come allenatore. Il regalo che ha fatto a me, invece, è molto più profondo perché, anche se non riuscirò mai a trovare il coraggio per montarlo, mi ha insegnato ad accettare le mie paure per poi considerarle una parte fondamentale della persona che sono oggi.
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Ognuno di loro ha voluto raccontarmi la sua storia alla sua maniera, senza paura di apparire diverso da come è abitualmente conosciuto, senza retoriche né pregiudizi. Li ho incontrati tanti anni fa, in quel momento epocale che ci portava dal XX al XXI secolo e tutto sembrava sull’orlo di interrompersi, forse per sempre; li ho ascoltati con interesse, con amore, con rispetto, e oggi, a distanza di quasi vent’anni, li sento ancora preziosi compagni di una parte della strada che ho fatto e di quella che devo ancora fare. E così ve li porgo, con la speranza che possano dirvi qualcosa di importante come hanno detto a me.
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Prosegue l’attività investigativa dell’Ispettrice Giorgia Clerici intrecciando quotidianità e realtà parallele. La storia si svolge tra Milano, sede della “Speciale”, il parco del Ticino, il lago Maggiore e la riviera ligure. Le vicende umane dei vari componenti della “Speciale” si intrecciano con gli aspetti più tecnici delle indagini, ancora una volta diversi percorsi investigativi dividono e riavvicinano i protagonisti, nuovi affascinanti personaggi accompagnano il lettore alla ricerca dei “colpevoli” e lungo percorsi d’anima che illuminano anfratti di memorie rimosse, di paure e passioni. L’intuito di Giorgia, forse il suo più caratteristico strumento di ricerca, si arricchisce di nuove possibilità grazie all’incontro con il pensiero breathariano, con le potenzialità illimitate della psicodinamica e con la scoperta di verità scientifiche che rasentano l’impossibile. Lo sfondo meraviglioso della riviera ligure diviene testimone di crimini sofisticati e crudeli, ma anche sa essere grimaldello del profondo, così da raggiungere e svelare verità inconfessabili, misteriose trame ctonie che conducono protagonisti e lettori, spesso confondendo gli uni negli altri, lungo i meandri più intimi dell’io, per potersi osservare da “un altro punto di vista”.
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“Esiste un filo, ed è un filo d’oro a mio avviso, che unisce per sempre i sardi alla Sardegna. Credo si possa portare via un sardo dall’isola, ma non l’isola dal cuore di un sardo. E coloro che non vivono più nella nostra terra, magari lontani da generazioni, hanno dimostrato di restare legati alla Sardegna. Così accade con questo volume, voluto dalla casa editrice dreamBOOK, un prezioso legame tra la Sardegna e i suoi ambasciatori nel mondo che, seppure lontani, non hanno scordato – ma anzi portano avanti – tradizioni e lingua. Sia le opere premiate che quelle in gara, permettono di fare un ideale “giro del mondo” nel quale sventola sempre la bandiera dei quattro mori: dal Brasile alla Scozia passando per il Sudamerica. Il sogno, tema conduttore dei racconti, è quello di creare un terreno culturale ed esperienziale tra la società sarda e il mondo dell’immigrazione, che possa portare un arricchimento per tutti, con lo scambio e le aperture verso quei conterranei lontani”.
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Nel 1931, a soli sette anni, Adone Spadaccini ebbe l’opportunità di vivere la straordinaria esperienza della messa in scena di Butterfly davanti alla villa dove Puccini era vissuto, proprio come il Maestro aveva auspicato parlando con Forzano. Amore a prima vista che ha legato indissolubilmente il nostro protagonista a un progetto che ancora attende una definitiva realizzazione: la nascita di un Puccineum. Torre del Lago come Salisburgo, centro mondiale delle attività legate alla musica del compositore lucchese. Anno dopo anno, dalle idee e dal lavoro di un piccolo gruppo di coraggiosi amanti della musica di Puccini, è nato il Festival Pucciniano e il piccolo e provvisorio teatro da smontare ad ogni stagione è diventato la realtà che oggi possiamo ammirare, proprio davanti a quel lago che ha ispirato le pagine del Maestro.
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V. è Vanessa Simonini, una ventenne piena di vita che in una notte di dicembre del 2009 è stata strangolata da un “amico”, che ha poi abbandonato il suo corpo sul greto del fiume Serchio, vicino a Gallicano. V. è una delle migliaia di vittime di quel femminicidio che offende la dignità di una società che si vuol definire “civile” e che obbliga a interrogarsi su come sia ancora possibile, nel XXI secolo, giungere a uccidere una donna solo per un rifiuto o per la richiesta di tornare ad essere libera.In questo romanzo, la madre ripercorre le tappe più significative dell’esistenza di V.: è l’occasione per raccontare anche di altri tempi, tempi nei quali quei suggestivi luoghi della Lucchesìa erano vissuti da altra gente con altre regole e un’altra capacità di coesione, ma è anche, e forse sopratutto, l’occasione per denunciare un rischio costante in questa società: quello di non saper distinguere per tempo questi assassini, spesso celati dietro identità più che normali, finendo per dare i propri figli, o se stessi, in pasto a loro in assoluta buonafede.
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Il distintivo del Genoa ci narra fin dove si può spingere l’avidità del potere pur di raggiungere l’obiettivo agognato. Cosa può portare a fare la frustrazione in un Magistrato relegato per troppi anni a ruoli subalterni per l’intraprendenza e la spregiudicatezza dei colleghi? In questo romanzo i protagonisti si servono di una inchiesta costruita ad arte nei confronti di una importante Loggia Massonica per compromettere definitivamente l’immagine e la carriera dei rivali. Ma quando tutto sembra favorirli e i giochi sembrano fatti, qualcosa verrà a ristabilire una verità che inutilmente era stata rivendicata fin dall’inizio e il castello di carte crollerà miseramente mettendo a nudo lo squallido tentativo di ricatto perpetrato ai danni dell’Organizzazione e di alcuni membri della politica nazionale.
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Giacomo Puccini - Gloria e Tormento La vita di Giacomo Puccini è un romanzo. Un romanzo che può essere scritto grazie ad una fonte diretta formidabile di notizie vere, di fatti, di stati d'animo e accadimenti che sono le lettere che Puccini scriveva e riceveva. Ne sono state rinvenute più di diecimila, molte migliaia sono state pubblicate, altre si trovano nei vari archivi, altre ancora sono da scoprire. Lasciando proprio la parola alla sua corrispondenza (analizzata per la prima volta dallo sguardo di una donna, da sempre appassionata di Puccini) il romanzo della vita del Maestro si esplica in tutta la sua grandezza: glorioso, drammatico, appassionato, lacerante.
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Marco è appena entrato nell'ufficio della prestigiosa banca londinese dove lavora da alcuni anni, quando riceve una telefonata che annuncia la morte del padre. Lascia immediatamente l'Inghilterra alla volta di Livorno, la sua città dell'infanzia e dell'adolescenza, per assistere al funerale di colui con il quale non ha più rapporti da almeno quindici anni. L'occasione gli permette di venire a conoscenza di verità diverse, nascoste da sua madre, sul padre rispetto a eventi che hanno contribuito al suo distacco dal genitore. Un'opportunità per ripensare e riflettere sul suo comportamento ma anche per ritrovare antichi sentimenti, forse mai sopiti, per quel mondo e quelle persone che aveva, forse con troppa fretta, abbandonato. Anche sua moglie, dalla quale si era allontanato incapace di superare incomprensioni e taciti rancori, gli darà modo di rivalutare i sentimenti verso di lei facendogli riscoprire l'amore.