I doni magici dell'orco

Giovanni Angiolo Rubino

NOTA ------- Nei boschi e a chi va per boschi ancora oggi succedono cose strazianti.Nel fitto sotto(bosco)non s’incontrano solo animali simili a pangolini di cui non si sa della nascita e della provenienza,anche lupi con le sciabole al posto dei denti,altri carnivori aggressivi dei quali è meglio non conoscere l’identità.Tra i mangiatori di carne fresca,si possono incontrare anche i temuti Orchi.Alcuni però hanno finito per mitigare i loro bollori,non sono più antropofaghi,se la fanno con le fate,dànno una mano al prossimo in difficoltà,Nel racconto che segue,troveremo un Mr Orco civile e umano oltre che sociale che potrebbe fornire lezioni per la maturità a molti tiranni.Tra cui a Kim il coreano che ama fiondare missili come castagnole e a Bolsonaro che tiene asserviti i brasiliani. Qui abitava un orco che si godeva la fama d'essere il più bravo al mondo. Era lo stesso che s'incontra nelle pagine del Basile, il quale aveva navigato e continuava fra le paludi quiete dell'autunno dei patriarchi. Quest'orco, brutto d'aspetto e bello di cuore, ci prese subito in simpatia e ci assunse in pianta stabile nella sua casa. Alla sua tavola si mangiava molto e bene, il lavoro somigliava al vagabondaggio e s'ingannavano le ore morte col ricorso ai cori della montagna, con farse e scimmiottature, scenette corpose ed episodi icastici. Il padrone ci degnava di un interesse particolarissimo perché la nostra presenza lo salvava dall'accidia e dalla depressione. La nostra fortuna fu di aver trovato un prototipo a cui non piaceva la carne fresca. Allevato in un collegio dell'Europa occidentale, conosceva le regole del vivere civile. Quest'orco era un grande vegetariano. Scarole, lattughe e catalogne erano la verdura per la quale faceva pazzie. Prediligeva i broccoli, ma poiché dalle sue parti erano rari, si faceva iniettare endovene con il loro siero concentrato. Se ne stava scorporato dagli amici cannibali, non tanto per il dilemma della carne quanto per il grado di maturità che lui si ritrovava e che per loro sventura gli altri non avevano. Credente più che devoto, si muoveva tra i sogni del Gigante Egoista che s'era lasciato incantare dal Bambino. Non c'erano in lui seconde intenzioni e la nostra vita sarebbe trascorsa con tutto il carico delle sue bellezze se non ci fossero state le solite particelle avversative. Una di queste erano le streghe. Si presentavano ogni venerdi perché cosi le girava e circuivano di attenzioni il Nostro. Questo non ammiccava, ma neppure rifiutava la corte. Quel suo parlare con una sola corda, al posto di essere audace, ci contristava. Quando le nonne seppero di noi, intensificarono le visite al chiaro di luna e si trasformarono in quelle creature deformi che popolano il Giudizio di Hieronymus Bosch. Ma nulla compensò le spese della loro avventura perché l'orco, da par suo, rideva delle metamorfosi, si scompisciava. Noi caricavamo il bazooka e minacciavamo una guerra sanguinosa e senza termine.

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2020-10-04T22:01:20+02:00 04 Ottobre 2020|

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