La finestra per Aphoria

Emanuele Rizzi

Un respiro possente, uno scalpitio di zoccoli. Quella figura maestosa, un enorme purosangue nero, sembrava cavalcare ogni suo pensiero. Lui era in sella, cercava di vedere la fine dell’orizzonte; ma anche se il dondolio ordinato della corsa lo accompagnava per giorni interi, cullando il suo sonno, non riusciva mai a scorgere il confine tra cielo e terra. Si accontentava del galoppo, del delicato vento che gli scompigliava i capelli e lo faceva sentire vivo, ma non libero. La libertà non l’avrebbe mai trovata, non in un mondo così grigio e monotono. “Mark…Mark!” La sottile tranquillità a cui si era ormai abituato fu spezzata da quell’abbagliante fascio di luce, che lo convinse a voltarsi dall’altra parte. Qualcuno nella stanza sospirò. “Mark, ti devi alzare. E’ quasi mezzogiorno!”. Le palpebre del ragazzo non si mossero, ma dalle sue labbra uscì un gemito di disgusto. Vincent scosse la testa. “Sei proprio senza speranza. Hai fatto di nuovo tardi per stare a distruggerti gli occhi davanti a quei tuoi videogiochi?”. Fece finta di sbirciare dalla finestra, spostando ulteriormente le tendine che fino a pochi attimi prima avevano nascosto il ragazzo dai raggi solari; le strattonò di colpo e la stanza fu sommersa dalla luce del mattino. L’ennesimo rantolio e Mark lanciò a terra le coperte, tirandosi su con calma. “Ho capito, ho capito! Papà, sei insopportabile”. L’uomo sorrise amorevolmente; se ne stava appoggiato al muro con le braccia conserte. “Dovresti uscire un po’ di più. L’estate sta finendo”. Il diciassettenne si stropicciò gli occhi e guardo suo padre con un’espressione interrogativa stampata sul volto. “E chi se ne frega”. Vincent sospirò. Il carattere di suo figlio era cambiato da quando sua madre se n’era andata, qualche mese prima. “Ti ho preparato il pranzo, ormai l’ora della colazione è passata da un pezzo. Poi esci a prendere una boccata d’aria, sarebbe meglio che per un po’ stessi lontano dai videogiochi, ti rovinano il cervello”. Anche Mary glielo aveva ripetuto spesso, eppure Mark, a differenza di come faceva con lui, l’aveva sempre ascoltata. “Allora uscirò, ma solo perché l’ho deciso io!” Vincent si rivedeva spesso in suo figlio; anche lui, da giovane, era stato ribelle e testardo. Che bel periodo l’adolescenza. Proprio un bel periodo.

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2020-10-04T22:04:45+02:00 04 Ottobre 2020|

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