Dal cuore del ciclone
Silvia Favaretto
Il re e la regina di Odnum non potevano essere più diversi. Lui imponente e furioso come l’aria che ravviva il fuoco, lei accogliente ed umida come la fertile terra bagnata dal lago. Lui un fuso di legno annerito come carbone, tornito di bronzei muscoli, lei diafana a sottile, la pelle quasi trasparente, i lunghi capelli celesti ondulati sulle spalle, occhi azzurri di pacata serenità, lo sguardo di lui invece era di carboni ardenti. Adornava il capo di lui una corona d’oro con stemma quadrato, un sole dentro. La chioma di lei era sovrastata da un diadema d’argento con una tonda luna. Attorno a lui tornado d’ira e protesta, ai candidi piedi di lei pozzanghere di pioggia e fiori. Nel petto di lui cupidigia e vendetta, nei seni di lei la spirale dell’evoluzione e del cambiamento. La loro unione era inevitabile, la loro connessione era necessaria all’equilibrio del mondo, li manteneva agganciati una pietra magica, inscalfibile come un diamante, enorme e potente, la chiamavano l’Imperitura Pietra dell’Unione. Ma nella notte, mentre dormivano, fu trafugata.